Ahrefs è un software SEO a pagamento nato come strumento di analisi dei link in entrata e diventato negli anni una suite completa: parole chiave, posizionamenti, contenuti dei concorrenti, controlli tecnici del sito. È uno dei tre o quattro nomi che ricorrono sempre quando si parla di strumenti per la SEO, insieme a Semrush, SEOZoom e Ubersuggest.
Questa pagina spiega cosa fa, come funziona e — soprattutto — in quali situazioni serve davvero, perché il costo di una suite del genere ha senso solo per certi tipi di lavoro.
Da dove nasce: l'indice dei link
La differenza tecnica di Ahrefs sta nel suo crawler: un programma che gira per il web come fa Google, segue i collegamenti tra le pagine e ne costruisce una mappa. Da quella mappa nasce l'indice dei link, cioè l'archivio che permette di rispondere a domande come "chi ha messo un link verso questo sito?" oppure "da dove prende autorevolezza questo concorrente?".
È un lavoro costoso: scansionare il web e tenere aggiornato l'archivio richiede un'infrastruttura importante, ed è il motivo principale per cui strumenti di questo tipo costano quanto costano. Google non pubblica i link in entrata di un sito qualsiasi: chi vuole quel dato deve comprarlo da chi lo raccoglie per conto suo.
Cosa puoi fare con Ahrefs
- Vedere i link in entrata di qualsiasi sito, tuo o di un concorrente, con la storia di quelli guadagnati e persi.
- Stimare il volume di ricerca di una parola chiave e la difficoltà a posizionarsi.
- Vedere per quali ricerche si posiziona un concorrente e quali pagine gli portano più visite stimate.
- Controllare lo stato tecnico del sito con una scansione periodica che segnala errori, redirect e pagine senza title.
- Seguire le posizioni di un elenco di parole chiave nel tempo.
Tutti questi numeri sono stime costruite sull'indice di Ahrefs. Non sono i dati di Google: possono discostarsi, a volte parecchio, soprattutto sui siti piccoli e sulle ricerche di nicchia. Si usano per confrontare (questa pagina ha più link di quell'altra) più che per contare (questa pagina prende esattamente 412 visite).
Quanto costa
Ahrefs si paga a abbonamento mensile o annuale, con più livelli: il primo è pensato per chi segue un sito solo, gli altri alzano il numero di progetti, di parole chiave monitorate e di dati scaricabili. I listini cambiano spesso e sono diversi tra mensile e annuale, quindi l'unico prezzo attendibile è quello sul sito ufficiale nel giorno in cui lo leggi. Quello che resta vero è il ragionamento: è un costo fisso che ha senso se ci lavori tutti i giorni, non se apri lo strumento una volta al mese.
Quando serve davvero
Ahrefs è la scelta giusta quando il tuo lavoro è capire un mercato e i suoi concorrenti: analisi di link per campagne di digital PR, studio di quali contenuti funzionano in un settore, valutazione di un dominio prima di acquistarlo, ricerca di parole chiave su larga scala. In questi casi la profondità dell'indice vale il prezzo.
È invece sovradimensionato quando il problema è un altro: sapere cosa fare sul proprio sito, e farlo. Chi gestisce cinque siti di clienti non ha bisogno di un altro archivio da esplorare, ma di una lista di cose da cambiare pagina per pagina, con la prova che il cambiamento ha funzionato. Sono due mestieri diversi, ed è la ragione per cui molti finiscono per pagare una suite intera e usarne il 10%.
I limiti da conoscere
- I dati sono stime, non misure: volume di ricerca e traffico stimato vanno letti come ordini di grandezza.
- Non dice cosa fare: mostra numeri, la decisione e il lavoro restano a te.
- Non misura il risultato del tuo intervento: se cambi un title, nessuno ti dice dopo quanto e di quanto sono cambiati i click.
- Sul mercato italiano l'archivio di parole chiave è più povero rispetto a strumenti nati qui, come SEOZoom.
Le alternative
Se cerchi lo stesso tipo di dati a costo inferiore, i nomi sono Semrush, SEOZoom (più forte sull'italiano), Ubersuggest e Mangools. Se invece quello che ti manca non sono i dati ma il lavoro operativo — cosa cambiare, in che ordine, con quale effetto — il confronto lo trovi nella pagina alternativa ad Ahrefs, dove spieghiamo la differenza tra esplorare dati e chiudere attività.
Intanto, due cose gratuite che puoi fare subito: vedere come appare la tua pagina su Google e ricevere l'analisi del tuo sito con l'elenco degli interventi in ordine di priorità.
Domande frequenti
Ahrefs è gratis?
No. Ahrefs è a pagamento, con abbonamento mensile o annuale. Alcuni strumenti singoli sono consultabili gratuitamente in forma ridotta, ma le funzioni complete richiedono un abbonamento attivo.
Ahrefs usa i dati di Google?
No. Ahrefs raccoglie i dati con un proprio programma di scansione del web e li elabora nel suo archivio. I numeri sono stime dello strumento, non dati ufficiali di Google: quelli li trovi in Search Console, gratis, per i siti che possiedi.
Qual è la differenza tra Ahrefs e Semrush?
Ahrefs nasce dall'analisi dei link e resta più forte su quel fronte. Semrush è nata dalla pubblicità a pagamento ed è più ampia su campagne, contenuti e ricerca a pagamento. Per il mercato italiano SEOZoom ha di norma un archivio di ricerche più ricco di entrambe.
Serve Ahrefs per posizionare un sito piccolo?
Di solito no. Per un sito piccolo bastano Google Search Console (gratis, dati reali) e un metodo di lavoro che dica cosa cambiare e verifichi il risultato. Una suite come Ahrefs conviene quando l'analisi dei concorrenti e dei link è parte quotidiana del lavoro.